Ridere è una delle poche cose che gli esseri umani fanno senza bisogno di istruzioni. Ma perché succede? La scienza lo spiega così: il cervello ride quando percepisce un’incongruenza risolta, ovvero quando qualcosa rompe le aspettative in modo innocuo e inaspettato. Non siamo soli in questo: anche i ratti, gli scimpanzé e i gorilla producono suoni associati al gioco che ricordano da vicino la risata umana. La differenza? Noi ridiamo anche per le barzellette sui cani lupo. Loro, per ora, no.
Nella storia, l’umorismo ha sempre detto molto su una società. Gli Antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia politica e oscena: i graffiti di Pompei traboccano di insulti e doppi sensi che farebbero arrossire anche i comici più spregiudicati di oggi. Ridevano di politici corrotti, di mariti traditi e di situazioni imbarazzanti della vita quotidiana. Insomma, tremila anni fa come oggi: la comicità nasce sempre dove c’è una verità scomoda da dire.
La Barzelletta
Un uccellino al parco incontra un cane lupo e gli chiede:
– Tu chi sei?
– Sono un cane lupo.
– Perché ti chiami così?
– Perché mio papà era un lupo e mia mamma un cane.
L’uccellino vola via e arriva a un fiume, dove scorge una trota salmonata.
– Tu chi sei?
– Sono una trota salmonata.
– Perché ti chiami così?
– Perché mia mamma era una trota e mio papà un salmone.
L’uccellino vola via ancora e incontra una zanzara.
– Tu chi sei?
– Sono una zanzara tigre!
– Sì, vabbeh… a questa proprio non ci posso credere!
Perché Fa Ridere
La barzelletta gioca su un meccanismo semplicissimo ma efficace: stabilisce un pattern logico (nome dell’animale = incrocio tra i genitori), lo ripete due volte per consolidarlo nella mente di chi ascolta, e poi lo usa come trappola. Quando arriva la zanzara tigre, il cervello si aspetta un altro incrocio esotico… e invece si ritrova davanti all’ovvio: le zanzare tigre esistono davvero, si chiamano così per le strisce sul corpo, e non c’entrano nulla con le tigri. L’uccellino — e con lui chi ascolta — cade nella trappola di aspettarsi sempre una spiegazione straordinaria, dimenticando che a volte la realtà è già abbastanza assurda di suo.
