Ridere è una cosa seria. Lo diciamo senza ironia — o quasi. La scienza ha dimostrato che la risata attiva il sistema limbico, la parte più antica del nostro cervello, liberando dopamina ed endorfine. Ma cosa ci fa ridere davvero? Essenzialmente, l’inaspettato: una violazione delle aspettative che il cervello percepisce come sicura. Non siamo soli in questo: anche i ratti, i scimpanzé e i delfini producono qualcosa di simile alla risata, soprattutto durante il gioco. La differenza è che noi ci facciamo anche le barzellette.
Nella storia, l’umorismo ha cambiato forma ma non sostanza. Gli Antichi Romani ridevano di politica, di tradimenti coniugali e di superstizioni — Cicerone era famoso per le sue battute taglienti quanto le sue orazioni. Il tema del “corno” e della fertilità incontrollata era già ai tempi una fonte inesauribile di comicità popolare. Alcune cose, evidentemente, non cambiano mai.
La barzelletta
In un paesino vive una giovane coppia di sposi che non riesce ad avere figli. Confidandosi col parroco del paese, questi gli suggerisce di affidarsi alle preghiere e di fare un viaggio a Lourdes per accendere una candela e ottenere aiuto dal Signore. I due si recano quindi in pellegrinaggio.
Dopo poco tempo il parroco viene trasferito in un altro paese, ma dopo molti anni ritorna in visita al suo paesino. Ricordandosi di quella coppia, decide di andarli a trovare. Quando bussa alla loro porta, gli apre un bambino di circa 10 anni. Il parroco, felice che i due fossero riusciti ad avere un figlio, gli chiede:
«Ciao piccolo, mamma e papà sono in casa?»
Il bimbo risponde:
«No, sono fuori! La mamma è andata con i miei due fratellini piccoli dal dottore, perché aspetta due gemelli.»
E il prete chiede ancora:
«E tu sei in casa da solo?»
«No, c’è mia sorella più grande che sta dando il biberon alla mia sorellina di 9 mesi.»
E il parroco:
«E tuo papà?»
«Non ho capito bene… ma credo sia andato a Lourdes a spegnere una candela!»
Perché fa ridere
Il meccanismo comico si regge su un colpo di scena finale perfettamente costruito. Per tutta la barzelletta ci aspettiamo una storia sulla fede e sui miracoli — e in effetti è proprio quello, ma rovesciato. La candela accesa a Lourdes come atto di devozione per chiedere un figlio diventa, anni dopo, qualcosa da spegnere d’urgenza. L’ironia sta nel fatto che il miracolo ha funzionato fin troppo bene: la coppia sterile si ritrova con una prole degna di una sitcom, e il padre — nel pieno della logica popolare — corre ai ripari con gli stessi strumenti religiosi usati per innescare il problema. È la circolarità perfetta della barzelletta italiana: semplice, visiva, e con quel retrogusto di satira alla vita di coppia che avrebbe fatto ridere anche Cicerone.
