Il bonus psicologo 2026 è confermato come misura strutturale e permanente: non si tratta di un intervento una tantum, ma di un contributo stabile erogato dall’INPS per sostenere le spese di psicoterapia presso specialisti privati. Un segnale importante, in un paese dove l’accesso alla salute mentale resta ancora troppo spesso un privilegio riservato a chi può permetterselo.
Bonus Psicologo 2026: a chi spetta e quali sono i requisiti ISEE
Il contributo è rivolto a tutti i residenti in Italia che attraversano condizioni di disagio psicologico, tra cui depressione, ansia, stress o fragilità emotiva. Possono farne richiesta anche i genitori per conto dei figli minorenni. Il requisito fondamentale è disporre di un ISEE valido, ordinario o corrente, che non superi i 50.000 euro: oltre questa soglia, il beneficio è automaticamente escluso.
L’importo massimo del bonus varia in base alla fascia di reddito. Chi presenta un ISEE inferiore a 15.000 euro può ricevere fino a 1.500 euro, sufficienti a coprire 30 sedute da 50 euro ciascuna. Per redditi compresi tra 15.000 e 30.000 euro il tetto scende a 1.000 euro, mentre per la fascia tra 30.000 e 50.000 euro il contributo massimo è di 500 euro. In tutti i casi, il rimborso non copre tariffe superiori ai 50 euro a seduta: l’eventuale differenza rimane a carico dell’utente.
Come fare domanda e come funziona il meccanismo di rimborso
La procedura è interamente digitale. La domanda va presentata esclusivamente online attraverso il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione dedicata al “Contributo sessioni psicoterapia”. In alternativa, è possibile rivolgersi al Contact Center INPS chiamando l’803.164 da rete fissa o lo 06 164.164 da cellulare.
Una volta inoltrata la richiesta, l’INPS elabora una graduatoria basata sull’ISEE crescente: chi ha il reddito più basso viene collocato in cima alla lista e ha quindi priorità nell’assegnazione dei fondi. Gli ammessi ricevono notifica via SMS e tramite l’area personale MyINPS, insieme a un codice univoco da comunicare al terapeuta scelto.
A quel punto il percorso è semplice: si seleziona uno psicologo-psicoterapeuta dall’elenco regionale disponibile su MyINPS, si comunica il codice, e il professionista provvede a fatturare le sedute direttamente sulla piattaforma INPS dopo ogni incontro. Il saldo residuo del contributo è sempre consultabile online. Va ricordato che il bonus deve essere utilizzato entro 270 giorni dalla concessione: le risorse non spese vengono riassegnate ad altri beneficiari.
Fondi disponibili e apertura domande per il 2026
Per il 2026 lo stanziamento complessivo è pari a 8,5 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 9,5 milioni del 2025, ma in linea con il percorso di stabilizzazione previsto dalla normativa: 9 milioni nel 2027, poi 8 milioni annui a regime dal 2028. Non sono cifre enormi, e considerando la priorità assoluta riconosciuta ai redditi più bassi, i fondi tendono ad esaurirsi rapidamente.
Le date di apertura delle domande per il ciclo 2026 non sono ancora state rese ufficiali. Storicamente la finestra si apre nella seconda metà di settembre, ma è necessario attendere il decreto attuativo INPS prima di avere certezze. Chi è interessato dovrebbe monitorare con regolarità il sito ufficiale dell’ente per non perdere la finestra di accesso.
Il quadro normativo: dalla sperimentazione alla misura strutturale
Il bonus psicologo nasce come misura sperimentale con il Decreto Milleproroghe 2022, poi stabilizzato e potenziato dalla Legge di Bilancio 2023, che ha elevato il tetto massimo da 600 a 1.500 euro. Le regole operative più recenti sono contenute nel Decreto del 10 luglio 2025 e nella Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025.
Un dettaglio da non trascurare riguarda i terapeuti ammessi: possono aderire solo psicologi-psicoterapeuti privati regolarmente iscritti all’albo, che abbiano aderito al CNOP e alla piattaforma INPS. L’elenco completo dei professionisti disponibili è consultabile direttamente su MyINPS, filtrato per regione. Affidarsi a un professionista non registrato significa perdere il contributo, indipendentemente dall’ISEE.
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