Nel settore automotive si parla sempre più spesso di alternative ai combustibili fossili, ma una delle idee più ambiziose arriva direttamente da Israele: un’auto alimentata ad acqua, capace di percorrere fino a 1.000 km con un solo pieno. Non si tratta di fantascienza, ma di una tecnologia concreta sviluppata da Electriq Global, una startup israeliana che sta ridefinendo i confini della mobilità sostenibile.
Come funziona il motore ad acqua di Electriq Global
Il sistema sviluppato da Electriq Global non alimenta il veicolo con l’acqua in modo diretto, ma sfrutta un processo elettrochimico avanzato per estrarre idrogeno dall’acqua e utilizzarlo come vettore energetico. Al centro di tutto c’è una membrana nanotecnologica brevettata che agisce come una cella elettrolitica: attraverso l’applicazione di corrente elettrica, scinde le molecole d’acqua nei loro elementi costitutivi, ossia idrogeno e ossigeno.
L’idrogeno ottenuto viene convogliato nella cella a combustibile del veicolo, dove si ricombina con l’ossigeno presente nell’aria per generare elettricità. Questo processo alimenta il motore elettrico del veicolo senza produrre emissioni inquinanti: l’unico scarico è vapore acqueo pulito. Rispetto alle tecnologie precedenti, la membrana proprietaria di Electriq Global riduce drasticamente il fabbisogno energetico necessario alla scissione dell’acqua, rendendo il processo economicamente più sostenibile.
Perché questa tecnologia è diversa da tutto il resto
Il mercato ha già conosciuto le auto a idrogeno, come la Toyota Mirai, ma la soluzione di Electriq Global introduce una variabile nuova: l’acqua stessa come serbatoio energetico, grazie a nanomateriali di nuova generazione integrati nella membrana. Questo abbatte uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’idrogeno, ovvero lo stoccaggio e il trasporto del gas in forma compressa.
I vantaggi potenziali rispetto alle soluzioni attuali sono evidenti:

- Autonomia stimata fino a 1.000 km per rifornimento, ben superiore a quella media dei veicoli elettrici a batteria
- Zero emissioni nocive: l’unico sottoprodotto della reazione è vapore acqueo
- Costi di rifornimento potenzialmente inferiori rispetto a benzina e diesel
- Eliminazione della necessità di infrastrutture complesse per lo stoccaggio dell’idrogeno compresso
A che punto siamo con i test e la commercializzazione
I prototipi testati finora hanno raggiunto velocità nell’ordine dei 110 km/h, un dato ancora lontano dalle prestazioni di un’auto tradizionale ad alte prestazioni, ma sufficiente per dimostrare la fattibilità del sistema in condizioni reali. Gli ingegneri di Electriq Global stanno lavorando per ottimizzare le performance e scalare la tecnologia verso applicazioni commerciali.
Il contesto è favorevole: l’Unione Europea spinge verso la neutralità carbonica entro il 2050, e la domanda di soluzioni alternative ai motori termici è concreta. Toyota, dal canto suo, ha già aperto la strada con la tecnologia a idrogeno applicata alle celle a combustibile, dimostrando che il mercato può accettare propulsioni radicalmente diverse da quelle tradizionali.
Il ruolo dei nanomateriali nel futuro della mobilità
Uno degli aspetti più interessanti della tecnologia Electriq Global riguarda proprio l’impiego di nanomateriali avanzati nella membrana elettrolitica. Questi materiali abbassano la soglia energetica necessaria per avviare la reazione di scissione dell’acqua, un elemento chiave per rendere l’intero sistema efficiente su scala industriale. Se questa tecnologia riuscisse a superare la fase prototipale e a integrarsi nella filiera produttiva automobilistica, potrebbe rappresentare uno dei salti tecnologici più significativi degli ultimi decenni nel settore della mobilità pulita.
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