Le dispersioni termiche degli infissi sono tra le prime cause di bollette energetiche fuori controllo, eppure spesso si trascura quanto sia semplice intervenire prima di arrivare a una sostituzione completa dei serramenti. Una finestra con guarnizioni deteriorate può far disperdere fino al 30% del calore prodotto dal riscaldamento, un dato che si traduce direttamente in soldi sprecati e in un impatto ambientale evitabile.
Come capire se le guarnizioni degli infissi stanno cedendo
Il primo segnale è spesso sottovalutato: una corrente d’aria fredda percepibile vicino ai bordi della finestra, anche a battenti chiusi. Non è normale, non è inevitabile, ed è facilmente rilevabile con un metodo artigianale ma efficace: avvicinare una candela accesa al perimetro dell’infisso. Se la fiamma oscilla, c’è una perdita. In alternativa, una mano umida sul bordo del telaio rivela passaggi d’aria che a occhio nudo non si vedrebbero mai.
Le guarnizioni in gomma EPDM o in silicone, i materiali più comuni nei serramenti moderni, hanno una durata media di 10-15 anni. Dopo quel periodo, la gomma perde elasticità, si indurisce e smette di svolgere il suo ruolo di barriera. Gli infissi in PVC mostrano spesso questo problema prima di quelli in legno o alluminio con taglio termico, perché subiscono dilatazioni più marcate con le variazioni stagionali di temperatura.
Sostituzione delle guarnizioni: materiali eco-compatibili e procedura corretta
Sostituire le guarnizioni è un intervento che si può fare autonomamente in mezza giornata, senza rivolgersi necessariamente a un tecnico. Il punto critico è la scelta del materiale: sul mercato esistono guarnizioni in EPDM riciclato o in gomma naturale, soluzioni che garantiscono prestazioni di isolamento termico paragonabili ai prodotti tradizionali con un impatto ambientale sensibilmente ridotto.
Prima di procedere all’acquisto, è fondamentale misurare con precisione la sezione trasversale della guarnizione esistente. Le misure non sono standardizzate tra produttori diversi, e montare un profilo leggermente errato vanifica l’intero lavoro. Una volta rimossa la vecchia guarnizione con un taglierino, la scanalatura del telaio va pulita da residui di gomma e, se necessario, trattata con un primer specifico per migliorare l’adesione del nuovo profilo.
Per chi non vuole cimentarsi nella sostituzione completa, i nastri autoadesivi in schiuma di polietilene rappresentano una soluzione rapida per la stagione invernale. Non sono permanenti, ma riducono efficacemente le infiltrazioni d’aria a costo minimo.
Isolamento termico degli infissi: cosa controllare oltre alle guarnizioni
Le guarnizioni non sono l’unico punto critico. Il sigillante perimetrale tra il telaio e la muratura è altrettanto importante, ed è spesso il grande dimenticato nelle ispezioni fai-da-te. Quella striscia di silicone o schiuma poliuretanica che corre lungo il bordo esterno dell’infisso si degrada per effetto delle piogge acide, dei raggi UV e delle escursioni termiche. Quando si fessura, apre un canale diretto tra l’esterno e la cavità del muro, con conseguenze sull’umidità interna ben più serie di una semplice corrente d’aria.
Vale la pena controllare anche:
- Lo stato delle cerniere e delle cremonesi, che se allentate impediscono la chiusura corretta del battente
- La planarità del vetrocamera, che con gli anni può subire micro-distacchi del sigillante perimetrale con perdita del gas isolante interno
- I cassonetti dei tapparelle, spesso completamente privi di isolamento e responsabili di dispersioni termiche significative
Intervenire sugli infissi con materiali eco-compatibili e sostituire periodicamente le guarnizioni deteriorate non è solo una scelta economica: è un modo concreto per ridurre i consumi energetici della casa senza attendere incentivi fiscali o interventi strutturali. La sostenibilità, in molti casi, parte proprio da queste operazioni di manutenzione ordinaria che si rimandano troppo a lungo.
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